41) Spencer. Sull'apprendimento.
Il filosofo inglese Herbert Spencer osserva che si sta cominciando
a valorizzare la spontaneit nel bambino ed a comprenderne
l'importanza ai fini dell'apprendimento. Ci conferma le
intuizioni del pedagogista J. H. Pestalozzi (1746-1827).
H. Spencer, L'educazione intellettuale, morale e fisica (pagina
104)

Fra le nuove costumanze formatesi durante il decadimento delle
antiche, la pi importante  quella di svolgere sistematicamente
nel fanciullo la facolt d'osservazione. Dopo molti secoli
d'acciecamento, si  veduto finalmente che l'attivit spontanea
delle facolt d'osservazione e d'attenzione nei fanciulli ha il
suo significato e la sua utilit. Ci che un tempo si riteneva una
curiosit senza scopo, un gioco, o secondo i casi, desiderio di
mal fare, ora si riconosce essere un processo pel quale la mente
umana acquista quelle cognizioni che saranno fondamento del sapere
futuro. Donde  poi originato il metodo ben compiuto e male
applicato delle lezioni delle cose.
[...].
L'antico metodo di presentare la verit sotto forma astratta
cadeva in disuso e nello stesso tempo si adottava il nuovo metodo
di presentarla sotto la forma concreta. I principii elementari
delle scienze esatte s'imparano oggi per intuizione diretta come
si apprende a conoscere i tessuti, i sapori ed i colori. L'uso
delle palle nell'insegnamento elementare dell'aritmetica, ne  un
esempio. [...] Le verit riguardanti il numero, la forma, i
rapporti di posizione, son tutte state ricavate dagli oggetti
materiali, ed esporle al fanciullo sotto forma concreta significa
fargliele imparare nello stesso modo col quale furono apprese dal
genere umano. Ben presto forse si vedr che  impossibile che egli
le impari in altro modo. [...] Ma di tutti i mutamenti che si
vanno compiendo, il desiderio crescente di rendere dilettevole,
anzich penoso lo studio  il pi significativo. Il quale
desiderio ha fondamento nella percezione pi o meno chiara di
questo fatto: che la specie d'attivit intellettuale che ad ogni
et piace,  appunto quella che pi conviene, e viceversa.
Comincia a prender posto l'opinione che allorquando la mente che
si svolge prova il bisogno di soddisfare ad una certa specie di
curiosit,  segno che essa  atta ad assimilarsi l'oggetto di
questa curiosit, e che quest'oggetto  divenuto necessario al suo
progresso; come per contrario, si principia a farsi persuasi che
il disgusto che egli dimostra per questo o quel genere di studi,
prova che l'oggetto di tali studi gli  stato posto innanzi o
troppo presto o sotto forma indigesta. Da ci hanno origine gli
sforzi che si fanno per render lo studio nei primi anni
divertente, ed interessante pi tardi; da ci le letture intorno
al valore dei giuochi nell'educazione. Ogni giorno si cerca
d'uniformare il sistema educativo al gusto del fanciulli. [...].
Lo stesso dicasi per l'educazione ulteriore. I brevi riposi
durante le ore di studio, le passeggiate in campagna, le letture
divertenti, i canti corali e tutte le nuove pratiche introdotte
nell'educazione sono altrettante prove dei sopravvenuti
cambiamenti. L'ascetismo scompare dalla scuola, come dalla vita; e
si comincia ad applicare alla legislazione della scuola e della
famiglia l'ordinaria pietra di paragone che ci serve a misurare il
valore della legislazione politica, cio: contribuisce essa a
renderci pi felici? Qual  pertanto il carattere comune di questi
diversi mutamenti? Non  forse la tendenza a conformarsi sempre
pi al procedimento della natura? L'abbandono della educazione
forzata contro la quale la natura si ribella, la cura di lasciare
i primi anni allo svolgimento delle membra e dei sensi, ne sono la
prova. E ne sono prova ancora l'aver sostituito alle lezioni
imparate a memoria le lezioni orali e sperimentali date nei campi
e nei giardini ove i fanciulli si divertono; e l'aver rigettato
l'insegnamento delle regole ed adottato l'insegnamento dei
principii, di cui non si pongono innanzi all'allievo le
generalizzazioni, se non quando egli conosca bene i fatti
particolari nei quali esse hanno fondamento; e l'aver posto in uso
il sistema delle lezioni di cose e l'insegnamento concreto e non
astratto degli elementi della scienza, e, soprattutto, gli sforzi
fatti in varie direzioni per dare forma attraente allo studio e
renderlo dilettevole. Ed invero, poich  nell'ordine della natura
che, per tutte le creature, il piacere che accompagna il
soddisfacimento delle funzioni necessarie alla vita serva di
eccitamento a compierle, noi, che nel periodo dell'educazione
spontanea abbiamo avuto campo di avvertire che il piacere che
prova un bambino nel tenere in bocca un pezzo di corallo, o nel
distruggere i suoi giocattoli, lo conduce ad azioni che gli danno
conoscenza delle propriet della materia, noi, dico, scegliendo e
ponendo innanzi gli oggetti di studio nell'ordine e nel modo che
pi interessa il fanciullo, obbediamo alla volont della natura,
armonizzando i nostri procedimenti colle sue leggi. Noi siamo
dunque sulla via della dottrina da molto tempo enunciata dal
Pestalozzi, cio che nell'ordine e nei metodi, l'educazione deve
uniformarsi al processo naturale dell'evoluzione mentale.
H. Spencer, L'educazione intellettuale, morale e fisica,
 traduzione di L. Cussini, Trevisini, Milano-Roma, 1989, pagine 58-
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